Un esempio di risk assessment: i reati ambientali del D.Lgs.231/01

Risk assessment sui reati ambientali Quali i passaggi fondamentali Competenze necessarie Alcuni esempi pratici e concreti Esempio 1: produzione di rifiutiEsempio 2: scarichi idrici Gli aspetti da non dimenticare Nel presente approfondimento parliamo di risk assessment (analisi dei rischi) in una prospettiva pratica ed operativa, attraverso esempi sui reati ambientali richiamati dal D.Lgs.231/01. L’intento è fornire alcuni spunti per comprendere meglio l’importanza di effettuare correttamente il risk assessment, cioè l’analisi del rischio di commissione di un determinato reato. Si tratta di

D.Lgs.231/01: analisi dei rischi

L’analisi dei rischi con riferimento al D.Lgs.231/01 può essere effettuata per rispondere a diverse finalità, che possiamo così riassumere: fornire elementi ai vertici aziendali che devono decidere se è opportuno, o meno, che l’ente si doti di un modello organizzativo;quale attività preliminare (e fondamentale) per la predisposizione del modello organizzativo;valutare lo stato di aggiornamento dell’analisi dei rischi già realizzata, a seguito dell’accadimento di eventi che possono metterne in dubbio l’adeguatezza o di modifiche normative (introduzione di nuovi reati). Nel primo e nel

L’importanza di valutare e gestire il rischio aziendale

Rischio ed impresa sono due concetti che vanno di pari passo; non si può infatti avere attività d’impresa senza considerarne il rischio, ossia “la combinazione della probabilità di accadimento di un evento e del suo impatto”. I rischi, alcuni costanti altri variabili, possono essere sia “interni” all’impresa (legati ad esempio alle infrastrutture, al personale, ai processi, alla tecnologia) che “esterni” alla stessa  (legati all’economia, all’ambiente, alla politica, ecc.). Negli ultimi decenni le imprese hanno visto, da una parte, l’aumento del numero e della portata dei rischi con i

Le sanzioni interdittive nel D.Lgs.231/01

Il sistema sanzionatorio previsto dal D.Lgs.231/01 rappresenta un elemento di cui un Ente deve avere consapevolezza considerata la rilevanza delle possibili sanzioni, poiché possono avere un impatto non solo sul patrimonio dell’Ente, ma anche sulla continuità dell’attività dell’Ente, oltre che sulla sua immagine. Il panorama delle sanzioni stabilite dal D.Lgs.231/01 è ampio, visto che prevede: sanzioni pecuniarie, sanzioni interdittive, la confiscala pubblicazione della sentenza. Approfondiamo ora gli aspetti connessi alle sanzioni interdittive. Le tipologie previste dal decreto sono le seguenti: l’interdizione dall’esercizio dell’attività;la

Decreto legge 231: sanzioni pecuniarie

Le sanzioni pecuniarie, previste dall’art. 10 del D. Lgs 231/01, rappresentano il fondamento di tutto l’apparato sanzionatorio in quanto sono previste in tutti i casi di responsabilità dell’ente per i reati presupposto. Esse rappresentano il costo apprezzabile per l’ente e non possono avere come effetto la paralisi della società perché, altrimenti, si trasformerebbero in sanzioni interdittive le quali invece hanno altri presupposti. Fra l’altro le sanzioni pecuniarie potrebbero rappresentare un rischio d’impresa da affrontare secondo i consueti criteri dell’analisi

Le sanzioni 231 nei confronti degli enti

Con il D.Lgs. n. 231/2001 è stata introdotta nell’ordinamento italiano la responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato commessi da persone fisiche nell’interesse o a vantaggio degli enti stessi, e con essa è stato inserito un sistema sanzionatorio molto articolato e particolarmente pesante che mira a colpire direttamente o indirettamente il profitto dell’ente, disincentivando la commissione di reati nel suo interesse o vantaggio e ad incidere sulla struttura e sull’organizzazione dell’impresa in modo da favorire attività risarcitorie e