D.Lgs.231/2001 e salute e sicurezza dei lavoratori: esempi per una vigilanza efficace

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I reati ex D.Lgs.231/2001 in materia di salute e sicurezza dei lavoratori: premessa

I reati di cui all’art.25-septies del D.Lgs.231/2001 (in materia di salute e sicurezza dei lavoratori) offrono un interessante spunto per riflettere sull’efficace vigilanza di cui è responsabile l’Organismo appositamente nominato da parte dell’organo amministrativo dell’Ente.

E, in particolare, approfondire e chiarire la finalità di tale vigilanza.

Ricordiamo, innanzitutto, quanto stabilisce il decreto 231 relativamente all’Organismo di vigilanza (spesso indicato con l’acronimo ODV):

  • il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli, di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
  • ai fini della tutela dell’ente da responsabilità amministrativa, non deve esservi stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’ODV.

La particolarità dei reati di cui all’art.25-septies del D.Lgs.231/2001 risiede nel fatto che si tratta di reati di natura colposa, e questo aspetto deve essere tenuto in considerazione anche nella vigilanza che effettua ODV sul Modello.

Un altro elemento importante, nella prospettiva della vigilanza di ODV, deriva dal fatto che nell’art.25-septies troviamo l’esplicito riferimento alla violazione delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta, evidentemente, di un’espressione di portata davvero ampia, dovendo prendere in considerazione tutte le norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro applicabili alla specifica azienda.

Esempi pratici per un’efficace vigilanza su salute e sicurezza dei lavoratori

Vigilanza ex 231 e audit ISO 45001

Nell’ambito dei sistemi di gestione, esiste la norma ISO 45001 quale riferimento per i sistemi di gestione per la salute e sicurezza dei lavoratori. Attualmente molte realtà hanno scelto di implementare un sistema di gestione conforme a tale norma (e, precedentemente, conforme alla norma OHSAS 18001), e in molti casi hanno scelto anche di richiedere la certificazione del sistema da parte di un ente terzo.

Occorre fare molta chiarezza sulla “relazione” tra modello organizzativo ex 231 e sistema di gestione secondo la norma ISO 45001, e soprattutto tra vigilanza ex 231 e audit secondo la norma ISO 45001. Per la prima questione, rimandiamo ad un recente approfondimento che abbiamo pubblicato. Riflettiamo ora sulla seconda questione.

Va considerato, innanzitutto, (e mai dimenticato) che si tratta di attività con finalità nettamente diverse:

  • verifica dell’applicazione e dell’aggiornamento del modello organizzativo nel primo caso;
  • verifica del rispetto dei requisiti della norma ISO 45001 nel secondo caso.

E ciò implica, in linea di principio, un approccio diverso nell’esecuzione delle verifiche.

Significa che gli audit secondo la norma ISO 45001 non hanno alcun “valore” in un’azienda che si sia dotata di modello organizzativo ex 231? Assolutamente no. Rappresentano sicuramente un valore aggiunto, ma non devono essere confuse con l’attività di vigilanza ai sensi del D.Lgs.231/01: in altre parole, non è corretto ritenere che gli audit ex ISO 45001 (inclusi quelli di terza parte dell’ente di certificazione) rispondano pienamente e compiutamente alla necessità che sia effettuata la vigilanza ai sensi del decreto 231 rispetto ai reati sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Competenze specifiche

Come abbiamo già avuto modo di discutere in occasione di precedenti approfondimenti sulla vigilanza ex 231, è indispensabile che i componenti dell’ODV possiedano le necessarie competenze per svolgere in modo efficace l’attività di vigilanza. E di questo deve essere ben consapevole l’organo amministrativo dell’azienda, perché sottovalutare ciò può mettere in seria discussione la tutela dell’ente da responsabilità amministrativa.

È evidente, pertanto, che anche i reati che riguardano la salute e sicurezza dei lavoratori richiedono competenza sulla normativa e sulla concreta applicazione della normativa all’interno delle aziende.

Si potrebbe obiettare che questo ragionamento dovrebbe portare le aziende ad avere un Organismo di vigilanza costituito da un numero rilevante di componenti, dovendo assicurare la competenza su tutti i numerosi reati ex 231. 

In realtà non è così. La prassi comunemente seguita dalle aziende è di porre l’attenzione sulla/e area/e di reato astrattamente di più probabile accadimento, e scegliere il/i componente/i dell’ODV in modo che siano figure competenti su questi temi. Salvo poi prevedere che l’Organismo di vigilanza possa ricorrere al supporto di esperti per verifiche mirate su alcune aree di reato.

Conclusioni

Quanto sopra ci porta a comprendere come (anche) nel caso dei reati sulla salute e sicurezza dei lavoratori sia fondamentale avere due punti fermi:

  • competenza di chi esegue la vigilanza sui temi specifici,
  • comprensione della finalità della vigilanza ex 231 per adottare il corretto approccio.

Partner231, ben consapevole di ciò, può fornire all’Organismo di vigilanza un supporto attraverso audit mirati su specifiche aree di reato presupposto, inclusa quella della salute e sicurezza dei lavoratori.

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