Vigilanza 231 & COVID-19

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Premessa

L’emergenza epidemiologica in atto, avendo investito tutti i tessuti economici e giuridici del Paese, sta avendo, negli enti che hanno adottato un modello di organizzazione, gestione e controllo ai sensi del Decreto 231, importanti riflessi anche sull’attività dell’Organismo di Vigilanza (di seguito OdV) al quale è affidato il compito di vigilare sull’adeguatezza e sul corretto funzionamento del modello stesso e di curarne l’aggiornamento.

L’emergenza infatti crea direttamente o indirettamente potenziali profili di responsabilità penale dei soggetti apicali e/o dei loro sottoposti nell’ambito d’impresa, con conseguente possibile responsabilità amministrativa degli enti.

Possibili rischi connessi all’emergenza COVID-19

Rischio diretto

Sicuramente il principale rischio diretto è il rischio da contagio Covid-19. Ai sensi dell’art. 42 del D.L. n° 18 del 17.03.2020, l’infezione da Covid-19 contratta “in occasione di lavoro” costituisce infortunio ai sensi del D.Lgs. 81/08.  In relazione a questo il datore di lavoro ha l’obbligo di adottare tutte le misure atte a tutelare i propri dipendenti e collaboratori. Linee guida per l’adozione di tali misure di sicurezza si ricavano dal “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, sottoscritto dal Governo e dalle Parti sociali.

Nelle imprese che hanno adottato un modello 231, al fine di prevenire il rischio di contagio per i propri dipendenti (e non solo) e il diffondersi del Coronavirus è dunque necessaria l’adozione di misure specifiche e l’efficace attuazione di adeguati protocolli di prevenzione dei reati contemplati dall’art. 25-septies del Decreto, vale a dire degli illeciti penali commessi in violazione della normativa a tutela dell’igiene e della sicurezza sul lavoro di cui agli artt. 589 (omicidio colposo) e 590 (lesioni personali colpose) del codice penale.

In caso di inadempimento, la responsabilità amministrativa dell’ente ex D.Lgs. 231/2001 potrebbe configurarsi allorquando il comportamento dei soggetti che commettono materialmente l’illecito abbia procurato all’ente un vantaggio o comportato comunque minori oneri (si pensi ad esempio al vantaggio derivare da un risparmio sui costi connessi ai dispositivi di protezione e/o dalla decisione di proseguire lo svolgimento della propria attività senza adottare le misure di protezione adeguate per i propri lavoratori).

Rischi indiretti

Accanto al rischio sanitario diversi altri sono i profili indiretti di responsabilità che potenzialmente potrebbero coinvolgere gli enti.

Sicuramente il blocco di molte attività industriali e commerciali sta indebolendo le imprese dal punto di vista economico e finanziario, costringendo soprattutto quelle meno solide sotto il profilo patrimoniale a ricorrere all’indebitamento per fronteggiare le crescenti difficoltà. In tale situazione cresce il rischio legato al compimento di reati di usura, piuttosto che di acquisizione diretta o indiretta di imprese da parte di organizzazioni criminali a fini di riciclaggio.

Ancora, lo stato di difficoltà finanziaria espone al rischio di abusi relativi all’intervento pubblico finalizzato ad agevolare la continuità operativa delle imprese. Ecco allora che potrebbe configurarsi, tra gli altri, il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di indebite percezioni a danno dello Stato.

Altri reati ipotizzabili potrebbero essere i delitti contro l’industria e il commercio, soprattutto per i beni caratterizzati da elevata domanda nella attuale fase storica (si pensi alle mascherine), che potrebbero essere contraffatti, oppure avere origine, provenienza, qualità, marchio o segni distintivi diversi da quelli pattuiti.

Non da ultimo, l’esigenza di liquidità che travaglia le imprese potrebbe favorire la diffusione di rendiconti finanziari  e/o situazioni contabili non veritieri, l’effettuazione di operazioni non registrate o non adeguatamente identificate, l’iscrizione di passività il cui oggetto sia indicato in modo scorretto e l’uso di documenti falsi allo scopo di ottenere dagli istituti bancari finanziamenti garantiti dalle istituzioni (reati societari e/o reati tributari).

Infine il c.d. lavoro a distanza, con incremento assoluto dello strumento informatico, potrebbe creare ulteriore occasione di commissione di illeciti in materia di criminalità informatica.

Compiti dell’Organismo di Vigilanza

Fra i compiti dell’OdV, si diceva, vi è quello di curare l’aggiornamento del modello quando necessario. Di per se sola l’emergenza Covid-19 non implica tale necessità, poiché l’attività di risk assessment relativa ai possibili reati di cui si accennava sopra dovrebbe, per le aziende che  hanno adottato un Modello, essere già stata fatta. Vi potrebbe però essere il caso in cui l’azienda non abbia mappato tutti i reati o che le indicazioni fornite nel Protocollo governativo richiedano un upgrade dei presidi di controllo già previsti e adottati.

Di sicuro comunque l’emergenza coronavirus costituisce uno stress test estremo sulla tenuta del modello. Diventa in questo momento fondamentale il ruolo dell’OdV che dovrà instaurare un costante flusso informativo bidirezionale con l’organo amministrativo e con i soggetti aziendali preposti a contenere la diffusione del virus.

Con riferimento ai rischi indiretti l’OdV continuerà la sua consueta azione di monitoraggio dei protocolli preventivi. 

Si sottolinea che l’OdV non ha poteri gestori, non è quindi tenuto a sostituirsi alle funzioni aziendali principalmente coinvolte nella gestione dell’emergenza, né a svolgere compiti spettanti alle funzioni di controllo interno, né tantomeno ad adottare scelte che competono esclusivamente all’organo amministrativo. Ma dovrà limitarsi l’OdV a svolgere (come sempre) le funzioni che la legge gli attribuisce ossia la vigilanza sull’adeguatezza del modello e il monitoraggio sulla efficace attuazione dello stesso.

Conclusioni

L’emergenza epidemiologica in atto evidenza, ancora di più (si veda anche un precedente approfondimento), l’importanza dell’adozione di adeguati modelli organizzativi al fine di permettere all’ente di andare esente da responsabilità e di tutelarsi di fronte anche ai potenziali profili di responsabilità che la crisi pandemica porta con sé.

In questo contesto fondamentale è l’attenta attività di monitoraggio e di vigilanza dell’OdV. Partner231 oltre ad accompagnare l’azienda nello sviluppo del modello organizzativo e nella stesura di adeguate procedure e protocolli, si compone di persone qualificate ad assumere l’incarico di membro di Organismi di Vigilanza.

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