Un esempio di risk assessment: i reati ambientali del D.Lgs.231/01

/, di Erica Blasizza/Un esempio di risk assessment: i reati ambientali del D.Lgs.231/01
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Nel presente approfondimento parliamo di risk assessment (analisi dei rischi) in una prospettiva pratica ed operativa, attraverso esempi sui reati ambientali richiamati dal D.Lgs.231/01.

L’intento è fornire alcuni spunti per comprendere meglio l’importanza di effettuare correttamente il risk assessment, cioè l’analisi del rischio di commissione di un determinato reato. Si tratta di un passaggio fondamentale per poter definire un Modello organizzativo efficace a prevenire la commissione dei reati presupposto.

Risk assessment sui reati ambientali

Abbiamo scelto di prendere in considerazione i reati ambientali per i seguenti motivi:

  • i reati presupposto contemplati dal D.Lgs.231/01 sono diversificati come tipologia (riguardano rifiuti, scarichi idrici, fino ad arrivare ai delitti di inquinamento e disastro ambientale);
  • i reati ambientali del D.Lgs.231/01 si applicano potenzialmente a molte (se non tutte) aziende (se non altro per gli aspetti connessi alla produzione di rifiuti);
  • si tratta di reati spesso di natura colposa, e non dolosa.

Quali i passaggi fondamentali

È fondamentale, quindi, strutturare  l’analisi dei rischi in modo da:

  • comprendere i processi e le attività dell’azienda;
  • individuare in modo coerente i reati ambientali astrattamente ipotizzabili; 
  • considerare eventuali procedure, protocolli o prassi che l’azienda sta già attuando, e i possibili spunti di miglioramento;
  • non trascurare il fatto che l’introduzione di modifiche, se non gestita, può portare alla commissione di un reato (pensiamo, ad esempio, ad un cambiamento di un processo che determina la “nascita” di uno scarico idrico industriale, prima non presente). 

Competenze necessarie

Quanto sopra ci rende evidente quanto sia rilevante che l’analisi dei rischi sia effettuata da figure non solo competenti rispetto ai reati in oggetto, ma anche esperte di processi aziendali e di come concretamente le aziende organizzano e realizzano le varie attività.

Alcuni esempi pratici e concreti

Esempio 1: produzione di rifiuti

Pensiamo, ad esempio, ai reati connessi ai rifiuti: solo conoscendo correttamente la normativa di riferimento che disciplina il deposito temporaneo, e avendo esperienza di quanto non sia sempre facile rispettare puntualmente tali disposizioni, si potrà individuare quest’ambito quale possibile area sensibile. E, sarà possibile, inoltre, determinare quali possano essere le misure da attuare (procedure, protocolliformazione, ecc.) per assicurare un’adeguata gestione del rischio.

E ancora: considerando il reato (richiamato dal D.Lgs.231/01) di violazione del divieto di miscelazione, è indispensabile analizzare, tra l’altro, le modalità secondo le quali in azienda si effettua un’attività potenzialmente molto sensibile: la caratterizzazione dei rifiuti prodotti.

Esempio 2: scarichi idrici

Analogamente, se pensiamo ai reati ambientali che riguardano gli scarichi idrici, non potremo non valutare, nel corso del risk assessment, il grado di consapevolezza dell’azienda rispetto alle definizioni normative sul tema degli scarichi idrici: cosa si intende per scarico idrico industriale? È evidentemente un aspetto fondamentale, dato che i reati presupposto del D.Lgs.231/01 contemplano proprio varie violazioni in merito agli scarichi idrici industriali.

Gli aspetti da non dimenticare

Abbiamo compreso, quindi, quanto sia importante che l’analisi dei rischi di commissione dei reati presupposto sia calata nella specifica realtà aziendale e che sia affidata a figure competenti ed esperte non solo dal punto di vista teorico (normativa di riferimento), ma anche pratico (che si traduce nella conoscenza di processi ed operatività delle aziende): diversamente sarà difficile (se non impossibile) che il Modello organizzativo sia redatto in modo da poter essere un efficace strumento per evitare carenze organizzative. In altre parole, solo così l’azienda potrà tutelarsi attraverso l’attuazione di un Modello organizzativo idoneo a prevenire la commissione di reati presupposto.

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